wennkillz:

Runaways - March Madness - Dallas, TX (04.05.2014)

(those fingers in the 2nd one though)

(via sealbrandon)

Timestamp: 1397641174

clairewu11279:

goodbye himym 😢

Timestamp: 1396815406

myimaginationisawesome:

Non pioverà per sempre.

(Source: lets-br-ok-en-me)

Timestamp: 1396624947
2,651 plays
  • Trackname:

    Home
  • Artist:

    Edward Sharpe & The Magnetic Zeros

malinns:

I just cried my eyes dry. 

Timestamp: 1396517849

Venti cerchi

Gli anni sono fatti di giorni, che sono fatti di ore, che sono fatte di minuti, che sono fatti di secondi e così via. Questo lo sappiamo tutti, ma non ci soffermiamo mai sul fatto che un secondo è una parte di anno, che infinitesimalmente, parti dell’anno vanno via di continuo, e che anche gli anni stessi non sono che parti di un insieme più grande, la vita, che a sua volta è inserita in un universo di incontri, di scontri, di relazioni, e quindi di altre vite. E allora ogni secondo della nostra vita rientra in un meccanismo inesauribile, l’energia, che usiamo o sprechiamo in quel secondo, va a costituire un granello nel deserto immenso dell’insieme delle vite. E poi torna, in qualche modo, a costituire una vita nuova, diversa da quella da cui proveniva, ma con la quale crea un seppur impercettibile, comunque indissolubile, punto di contatto. Come se in quell’energia di un secondo consegnassimo una goccia della nostra anima al mondo, perché la utilizzi meglio di come abbiamo saputo fare noi. Così, respirando e consumandoci con il passare del tempo, regaliamo vita a qualcos’altro. Aiutiamo una massa di atomi impazziti a diventare una stella, disegniamo il primo cerchio di un albero, da un atto di amore generiamo la vita di un futuro uomo, donna, animale.
Io se fossi un albero, oggi di cerchi ne avrei 20, che sarebbero 7300 giorni, 175200 ore, 10512000 minuti, 630720000 secondi. Ho seicentotrentamilionisettecentoventimila secondi. Ho donato qualcosa di me più di seicentotrentamilionisettecentoventimila volte. Anche muovendo la mano sulla tastiera, quel po’ di me che s’é dissipato è da qualche parte ad aspettare che qualcuno lo chiami per formare nuove vite.
Quando tutta la mia vita sarà consumata, avrò regalato l’anima a così tante cose che non dovrò preoccuparmi dell’immortalità. Nessuno si ricorderà della mia faccia, ma in qualche modo sarò in tutto, per sempre.
Quindi non abbiate paura della vita, donate ciò che vi è stato donato, e siate felici. Perché la felicità non va cercata, la felicità è in tutti noi.